Nacquero cosí, alla fine degli anni sessanta, alcuni consorzi artigiani
(ad esempio nel settore del mobile tipico valtellinese e in quello della pietra ollare), i quali,
pur con una durata relativamente breve, ebbero non solo il merito di porsi come esempio per altre esperienze
analoghe, ma anche quello di aiutare i singoli consorziati ad uscire dal proprio piccolo mondo, a
prendere coscienza delle proprie potenzialità e ad affrontare nuove sfide.
Aiutavano, cioé, i consorziati a crescere e a svilupparsi: un traguardo che in fondo era
il vero e unico obiettivo di chi li aveva promossi.
Gli anni settanta segnarono un consolidamento degli strumenti associativi. Si costituirono consorzi non solo per
scopi produttivi e commerciali, ma anche per l’approvvigionamento delle materie e degli strumenti necessari
allo svolgimento delle attività, sulla scia dell’esperienza che stava maturando nel settore commerciale
con i gruppi di acquisto.
L’Unione Provinciale Artigiani si pose in questa ottica, anche incitata dai rappresentanti di categoria,
tanto che, alla fine degli anni settanta, figuravano costituiti ed operavano almeno sette consorzi in altrettante
categorie economiche.
Gli anni sessanta e settanta vengono ricordati come quelli che hanno dato vita al "boom" economico italiano,
e un protagonista di questo fenomeno fu, con altri, il settore dell’edilizia e delle costruzioni,
in crescente espansione sia per dimensioni aziendali, sia per numero di imprese.
Questo avvenne anche in provincia di Sondrio, tanto che questo settore agli inizi degli anni ’80 si presentò
come sovradimensionato e sovrastrutturato. Anche in seguito al crearsi di numerose piccole imprese artigiane,
si generó, tra queste, infatti, una forte concorrenza nella ricerca e nell’acquisizione di commesse di
lavoro, con il risultato: da un lato di vedere i prezzi delle opere non sempre remunerativi, dall’altro di non
avere la capacità di uscire dal mercato locale per muoversi verso altre aree, dove circostanze ambientali ed
economiche mantenevano ancora attivo il mercato stesso.